Raffaello Converso in “L’opera da marciapiede”
Tra Kurt Weill e Raffaele Viviani
CON
Raffaello Converso, voce
Mimmo Napolitano, pianoforte conduttore
Mario Dell’Angelo, violino
Leonardo Massa, violoncello
Carlo Termini, contrabbasso
Umberto Leonardo, chitarra
Edoardo Converso, mandolino
Giuseppe Di Colandrea, clarinetto e sax
Luca Martingano, corno
Francesco Fierro, trombone
Enzo Grimaldi, fisarmonica
Carmine Mattia Marino, marimba e batteria
Spettacolo di Raffaello Converso
Elaborazioni ed orchestrazioni a cura di Roberto De Simone
DATA E ORARIO
Venerdì 25 ottobre 2024, ore 18.00
Sabato 26 ottobre 2024, ore 19.00
LUOGO
Domus Ars – Fondazione Il Canto di Virgilio
Via Santa Chiara 10/c – Napoli
Presentazione
Un’opera di straordinario pregio concepita con lo scopo di denunciare l’estinzione della musica da strada, cui fecero capo Brecht, Weill e Viviani nel costruire le proprie composizioni.
Quella musica, un tempo viva a Napoli (vedi la musica dei ciechi, le postegge, i gruppi di gavottisti, i cantastorie agli stazionamenti tranviari, i cantanti da pianino), anche viva in altre città italiane, in Francia, in Germania e altrove, oggi può ritenersi sostituita da esecuzioni ufficiali di musica leggera, come espressione di assoluta verità collettiva, imposta dall’alto.
A Napoli, nelle piazze del Gesù Nuovo e di San Domenico, meccanicamente si eseguono antichi canti sul tamburo, fronne e canti a figliola ma totalmente privi di stile vocale e addirittura sostenuti da blasfemi, rigidi accompagnamenti di fisarmoniche, mentre qualche altro esecutore schiaffeggia un tamburo a cornice, spogliato della sua antica funzione di relatività ritmica.
Ma il globalizzato degrado culturale che propaganda tali modelli, li spaccia per autentici su Internet e sui cellulari ormai incorporati dai giovani nelle loro orecchie di acquirenti ubbidienti, in un sistema di potere impositivo più che fascista, addirittura nazista, dove tutto rientra nella cultura di massa, nella persuasione improtestabile.
Chi dissente non esiste, non appartiene al coro della massa, è una ingiallita e antiquata etichetta di liquore scaduto da ogni marciapiede.
L’Opera da tre soldi è un ricordo fossile da bancarelle d’antiquariato. Vuolsi così colà…direbbero Carmelo Bene, Pierpaolo Pasolini, il principe Antonio De Curtis con Roberto De Simone.
Lo spettacolo rientra nell’ambito della seconda edizione della rassegna concertistica Tutta un’altra Musica, prodotta dalla Fondazione Il Canto di Virgilio con la direzione di Gianni Mola.
Per info: 0813425603 – segreteria@fondazioneilcantodivirgilio.it